Facoltà

E' nata una 'Cattedra Sicilia' nell'Università di Salamanca


 
 
28 gennaio 2009
di Laura Marullo
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Nell'antica e prestigiosa Università di Salamanca è stata istituita la "Cattedra Sicilia". Nata dalla  intuizione di due studiosi, Vicente González Martín (ordinario di Filologia italiana nell'Università di Salamanca) e Sarah Zappulla Muscarà (ordinaria di Letteratura italiana nell'Università di Catania), e del presidente dell'Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano Enzo Zappulla, la "Cattedra Sicilia" s'impone come una realtà unica nel mondo accademico.

A legittimarla, una convenzione stipulata a Salamanca da José Ramón Alonso (rettore dell'Università di Salamanca), Pasquale Terracciano (ambasciatore d'Italia in Spagna), Giuseppe di Lella (direttore dell'Istituto italiano di cultura di Madrid), Gianni Puglisi (presidente della Fondazione Banco di Sicilia e rettore dell'Università IULM di Milano), Sarah Zappulla Muscarà (delegata del rettore Antonino Recca dell'Università di Catania), Enzo Zappulla (presidente dell'Istituto di storia dello spettacolo siciliano), Maria Dolores Valencia Mirón (vicepresidente della Sociedad española de italianistas). Un solidale dispiegamento di forze che si prefigge di promuovere e diffondere la cultura siciliana in terra iberica attraverso progetti e iniziative di alto profilo e ampio respiro. Un modo tangibile di fare cultura, favorendo il gemellaggio fra due Università attive e fortemente impegnate in progetti di vasta risonanza socio-culturale.

Il patrimonio isolano, nei suoi molteplici aspetti (storici, linguistici, letterari, artistici, turistici ed economici), sarà oggetto di mostre documentarie, cataloghi, pubblicazioni bilingue, traduzioni in spagnolo di  scrittori contemporanei, convegni. Diretta da Vicente González Martín, benemerito della diffusione della letteratura italiana, a cui si devono studi fondamentali sui nostri maggiori autori, la "Cattedra Sicilia" sottende altresì istanze didattico-pedagogiche di notevole importanza. La convenzione, infatti, consentirà di sostenere, incrementare, approfondire l'insegnamento e la ricerca sulla nostra Isola, e di stanziare borse di studio destinate a studenti spagnoli che potranno in tal modo frequentare istituzioni ed enti culturali siciliani, nonché di favorire scambi interculturali fra i due Paesi.

Già in passato, le iniziative promosse dal Departamento de Filologia moderna dell'Universidad de Salamanca, dalla Sociedad española de italianistas e dall'Istituto di Storia dello spettacolo siciliano, hanno  conseguito notevoli risultati. Si pensi, ad esempio, alle mostre itineranti "Bonaviri. La figura e l'opera", "Pirandello e il teatro siciliano", "Sciascia o dell'amicizia", "Pirandello e la più bella città dei mortali", che hanno molto contribuito a illuminare aspetti inediti di alcuni dei nostri più significativi autori.

E in cantiere vi sono altri importanti progetti. Fra questi, la mostra "Dalla Sicilia all'Europa. L'Italia di Vitaliano Brancati", promossa dal Ministero per i Beni e le attività culturali, (Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali e il diritto d'autore) e curata, come il raffinato e riccamente illustrato catalogo, da Annamaria Andreoli, Franca De Leo, Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla. Un percorso affascinante che, nel mettere a fuoco la figura e l'opera di Brancati uomo e intellettuale, restituisce anche lo sfondo storico e culturale del tempo. Rivivono, in tal modo, le fervide atmosfere dei Caffè letterari di via Etnea e di via Veneto e le relazioni che lo scrittore siciliano intrattenne con gli intellettuali del tempo. Ritratta nelle sue metamorfosi politiche e sociali, riaffiora l'Italia fascista e quella democristiana, percorsa con inaspettata continuità dalla censura, il reato "più grave e antisociale - per dirla con lo stesso Brancati - che si possa immaginare". Non soltanto prime edizioni, foto, manifesti teatrali e cinematografici, ma anche una mole impressionante di inedite carte d'archivio, concorre a illuminare tanto la dimensione pubblica quanto quella privata dello scrittore.


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Nel quadro delle prossime iniziative, anche la traduzione di "Stefano Pirandello. Tutto il teatro", l'elegante cofanetto in tre volumi, edito da Bompiani e curato da Enzo Zappulla e Sarah Zappulla Muscarà, che raccoglie l'opera omnia del figlio del grande scrittore agrigentino. Un lavoro più che decennale, che mediante una puntuale analisi della figura e dell'opera di Stefano Pirandello (conosciuto con lo pseudonimo di Stefano Landi), restituisce pure l'affresco storico di tutta un'epoca. Fitto e multiforme l'apparato iconografico e documentario (foto, lettere, giudizi, brani giornalistici), che contribuisce peraltro a far luce sulla tormentatissima famiglia Pirandello.

Di sorprendente modernità i temi affrontati da Stefano: la guerra, il razzismo, l'antisemitismo, la corruzione del potere, la famiglia, la sessualità, il femminismo, il malessere esistenziale, le logiche legate al petrolio e ai paesi arabi. Stefano tenne inoltre per conto del padre le fila di complessi rapporti con rappresentanti di spicco dell'intellighèntia del tempo. È innegabile, pertanto, che la pubblicazione della sua opera teatrale di cui si auspica la messa in scena, costituisca un notevole contributo per gli studi sul Novecento.

In ambito editoriale, l'opera di Stefano Pirandello è già stata accolta con favore in Francia. Molto si deve anche al "Premio Mediterraneo per la Cultura" che, nato nel 2006, si è ben presto imposto nel panorama dei riconoscimenti letterari grazie all'originale formula che lo qualifica. Promosso dall'Archigen e dalla sensibilità culturale dei suoi responsabili, Salvatore Costanzo e Katia Maugeri, il "Mediterraneo" è assegnato ogni anno ad autori siciliani, traduttori ed editori stranieri, con l'obiettivo di divulgare le opere dei maggiori scrittori siciliani nei Paesi del Mediterraneo.


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Nella seconda edizione la giuria, composta da Annamaria Andreoli, Dominique Budor, Vicente González Martín, Domenico Tempio, Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla, ha premiato per la Sezione Autori Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale della casa editrice Bompiani, raffinata regista, e per la Sezione Traduttori Myriam Tanant, ordinaria di Arti e spettacolo nell'Università Paris-Sorbonne nouvelle, che ha fra l'altro curato la regia di numerose opere teatrali e collaborato con Giorgio Strehler. A lei è stata affidata la traduzione in lingua francese della commedia di Stefano Pirandello Un padre ci vuole, per i tipi di "L'avant-scene théâtre" di Parigi, col titolo Un père, il faut bien un.

Una iniziativa pertanto di alto livello, ricca e variegata, la "Cattedra Sicilia", che avrà significative ricadute in campo non soltanto culturale, ma anche sociale, turistico ed economico, consolidando un legame, quello fra la Spagna e la Sicilia, antico e forte.