Ricerca

Il progetto 'MIRRORS' tra le politiche europee e la società della conoscenza


 
 
25 febbraio 2009
di Cinzia Rizza
Rizza2.jpg

Nel dicembre dell'anno appena trascorso ha avuto luogo a villa Citelli un workshop dal titolo "Politiche europee e società della conoscenza", che rappresenta la seconda tappa ufficiale - nel mese di maggio si è infatti svolto il primo meeting "Reflecting Science in Society" - e intermedia del progetto MIRRORS (Monitoring Ideas Regarding Research Organizations and Reasons in Science), che si concluderà a Bruxelles con una conferenza finale il 21-22 settembre 2009. Il progetto, delle durata di due anni, è finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del settimo programma quadro (2007-2013) e si intitola "Costruire l'Europa della conoscenza".

È stato selezionato dalla commissione UE tra molti altri proposti in ambito italiano ed è risultato primo nell'area delle ricerche relative al settore delle scienze umane nell'Italia centro-meridionale. Il workshop è statoorganizzato da un team di giovani ricercatori che lavorano al progetto, del quale è responsabile scientifico il prof. Francesco Coniglione ed è titolare il dipartimento diProcessi formativi dell'Università di Catania, che si avvale anche della collaborazione di esperti internazionali.

Il tema del workshop si inquadra all'interno della tematica più ampia contenuta nel progetto: contribuire alla realizzazione dell'obiettivo, dichiarato nella conferenza di Lisbona del marzo 2000, di portare l'Europa a basare la propria economia sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo e di accrescere la partecipazione e la condivisione sociale nei processi di costruzione del sapere scientifico e tecnologico. Per raggiungere questo traguardo, la politica non può fare a meno di operare affinché il valore e le scelte da compiere possano instradarsi lungo i percorsi della "conoscenza condivisa", soprattutto di quella scientifica. Una società "basata" sulla conoscenza è infatti una società che è anche pronta ad essere coinvolta nei processi di decisionmaking e di policy della scienza.

Il progetto MIRRORS, attraversole riflessioni filosofiche, storiche e sociologiche sulla scienza, propone un'analisi dei processi decisionali inerenti alle politiche della scienza e della tecnologia, ma anche un approfondito studio dei rapporti che intercorrono tra scienza e società. Nel particolare, la mission di MIRRORS è quella di analizzare criticamente i modelli di scienza esistenti e la loro percezione sociale, proponendo soluzioni per stimolare ed accrescere una sempre più cosciente ed attiva partecipazione alle dinamiche della strutturazione del sapere scientifico. Nel volume di recente pubblicazione Nello specchio della scienza. Ricerca scientifica e politiche nella società della conoscenza (Bruno Mondadori, Milano 2009) sono presentate le ricerche del primo anno del progetto.

La specificità del workshop di dicembre è stata incentrata su due aspetti: i risvolti etici che possono aver origine dall'avanzamento della ricerca scientifica e la valutazione delle politiche di ricerca di alcuni stati dell'UE e della loro possibile convergenza. Hanno partecipato al workshop, oltre al prof. Coniglione e alcuni componenti del team di ricerca, anche Dominique Pestre, dell'École des hautes études en sciences sociales di Parigi, Gereon Wolters dell'Università di Costanza e Pierluigi Barrotta dell'Università di Pisa.

Pestre ha analizzato il rapporto tra scienza e società e i loro diversi apporti valoriali, mostrando come nella società di oggi è facile l'emergere di conflitti a causa della  varietà dei valori, della diversità delle forme del sapere, della molteplicità dei mezzi attraverso cui facciamo esperienza del mondo e che in egual modo vanno difesi. Wolters ha preso in esame il difficile rapporto fra la Chiesa cattolica, la maggior dispensatrice di norme di etica, e la scienza, in riferimento ai possibili conflitti che possono nascere dalla loro interazione. Barrotta ha argomentato sulla nascita delle politiche ambientali, soffermandosi sull'importanza che debbono assumere i valori etici nelle decisioni politiche relative ai rischi ambientali.


Rizza1.jpg

Alcuni componenti del team di ricerca hanno invece affrontato tali questioni mediante un case study: quello delle biotecnologie, specificamente gli organismi geneticamente modificati (ogm), esaminandone le diverse politiche di ricerca e il loro rapporto con la società. Sono stati analizzati tre paesi europei: Francia, Italia e Spagna, adottando un metodo comparativo. La biotecnologia è quel particolare settore della tecnologia che si serve dei sistemi biologici, degli organismi viventi o di loro derivati per produrre o modificare prodotti o processi per un fine specifico. Normalmente si utilizza il termine al plurale ad indicare la molteplicità di tecnologie sviluppate: la red biotechnology, che concerne i settori biomedici e farmaceutici; la white biotechnology, che si occupa dei processi biotecnologici di interesse industriale; la green biotechnology, riguardante i processi agricoli. Per i paesi più industrializzati, le biotecnologie costituiscono la prossima fase dell'economia basata sulla conoscenza, con la creazione di nuove opportunità per le nostre società e le nostre economie.

Il motivo per cui è stata scelta come case study la biotecnologia è dovuto al suo maggiore impatto sulla società. Ciò che caratterizza maggiormente queste scienze è infatti il loro statuto, ossia la manipolazione genetica di organismi viventi in vista della creazione di beni o servizi. Le scienze della vita sono di fatto uscite dal laboratorio per entrare nella società, nei nostri mercati (farmaci, biocombustibili, ogm, fecondazione in vitro, cellule staminali embrionali). Questo ha comportato una maggiore richiesta di informazioni a tale riguardo da parte dei politici, ma anche, e soprattutto, da parte della collettività che vuole prendere posizione in merito all'impiego di questi prodotti o processi, e partecipare alle decisioni sulle politiche di ricerca.

Dal workshop sono emersi diversi modi di considerare il rapporto fra scienza, società e politica. In Francia, per esempio, l'opinione della collettività è presa molto sul serio e sono organizzate a livello politico delle consultazioni popolari in cui si chiede il parere sull'utilizzo degli ogm. Al contrario, in Spagna il pubblico è pressoché escluso dal dibattito politico sugli ogm, mentre in Italia non vi è un rapporto diretto fra politica e società, ma sono essenzialmente i movimenti collettivi che, parallelamente alla politica, svolgono le loro consultazioni sull'accettazione degli ogm. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito www.mirrors-project.it, in cui sono riportate le relazioni del workshop.

Per il 2009 il team di ricerca sarà impegnato in una serie di approfondimenti che concernono la descrizione e l'analisi dei termini che costituiscono la conoscenza scientifica come uno dei fattori-chiave dell'identità europea, le politiche europee sulla ricerca in ambito universitario con relativi case study, il ruolo dell'expertise in funzione del costituirsi di un'opinione pubblica informata.