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Autismo, circa 1.300 i soggetti certificati nel Catanese; ogni mese diagnosticati 5 nuovi casi

I dati resi pubblici nel corso del convegno sui "Progetti di vita per persone con Autismo" che si è svolto sabato scorso ai Benedettini

 
 
16 aprile 2016
di Alfio Russo
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Le diagnosi di autismo purtroppo sono in continua crescita, 1 su 100 bambini nati. Nel Catanese sono stati certificati ad oggi ben 1.300 soggetti, ogni mese si registrano 5 nuove diagnosi, in un anno 50. E' un problema che non riguarda solo Catania, ma tutto il mondo e purtroppo dall'autismo non si esce. Le norme ci sono, come la legge 104/92, vanno migliorate senza dubbio, ma il vero problema è che o non sono applicate o se applicate in modo poco efficace".
Con queste parole il presidente dell'associazione Autismo Oltre onlus, Giuseppe Bellomo, ha aperto stamattina, nell'auditorium del Monastero dei Benedettini, alla presenza di numerosi studenti universitari, docenti e famiglie, ma anche di rappresentanti del mondo politico e club service, il convegno "Progetti di vita per persone con Autismo".

Un'iniziativa, moderata dalla giornalista Sara Rinaudo, organizzata dall'associazione "Autismo Oltre onlus" in collaborazione con l'Università di Catania a conclusione del ciclo di eventi dal titolo "Aprile - Mese della dignità autistica" realizzato insieme con "Un futuro per l'Autismo" per sensibilizzare le istituzioni e la società per una migliore qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie.

Un tasto su cui Bellomo è ritornato evidenziando che "non si può parlare di autismo solo in aprile perché ricorre la celebrazione della 'Giornata dell'Autismo' indetta dalle Nazioni Unite" e soffermandosi sulle lacune normative visto che "al compimento dei 18 anni il soggetto autistico diventa un 'fantasma' per lo Stato, praticamente 'guarito', a totale carico delle famiglie private di qualsiasi sostegno e non solo economico".

"E' indispensabile che il Parlamento intervenga con una normativa che 'ascolti' le esigenze delle famiglie e che preveda direttive da applicare allo stesso modo in tutte le Regioni e non come oggi dove ogni governo regionale interviene con strumenti diversi - ha continuato Bellomo - è indispensabile l'inserimento dei soggetti autistici nelle fattorie sociali. Con 50 mila euro annui possono essere impiegati 12 soggetti autistici. Devono essere poi, realizzate adeguate ed attrezzate strutture per il 'Dopo di noi' grazie anche ai fondi che le Asl dovrebbero, per legge, destinare all'autismo ovvero lo 0,1 per cento dell'intero stanziamento".

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Un argomento su cui la senatrice Venera Padua, medico e componente della Commissione Sanità al Senato, è intervenuto sottolineando che "il disegno di legge 'Dopo di noi', che prevede misure in materia di assistenza in favore di disabili privi del sostegno familiare, è stato approvato alla Camera nel febbraio scorso e attende adesso solo l'approvazione in Senato".

Il presidente Bellomo, inoltre, alla presenza del deputato nazionale Giuseppe Berretta e dell'assessore comunale Angelo Villari, ha posto l'accento anche sulla formazione: "Dobbiamo formare nuovi educatori. La nostra associazione già da tempo è impegnata in questo campo grazie, soprattutto, al contributo dell'Università di Catania ed in particolar modo dei dipartimenti di Scienze della formazione e Scienze umanistiche diretti dai docenti Santo Di Nuovo e Giancarlo Magnano San Lio, ma anche altre istituzioni devono intervenire".
Sul 'Dopo di noi' si è soffermato Lucio Moderato, direttore servizi per l'autismo della Fondazione "Istituto Sacra Famiglia" di Cesano Boscone, il quale ha spiegato che "è importante costruire una vita indipendente ed autonoma del soggetto autistico prima che diventi grande con il contributo delle istituzioni perché l'impegno della famiglia non basta".

"Dal 1976 mi occupo di questa tematica e posso confermare che al Nord la situazione è migliore, esistono strutture private accreditate presso il Sistema sanitario nazionale frutto di una maggiore consapevolezza della problematica - ha aggiunto - occorre una comunione d'intenti per lavorare su questo settore in modo adeguato, continuo, contiguo e sinergico tra pubblico e privato per realizzare strutture che offrano una casa, un lavoro e i diritti essenziali previsti dalla Costituzione ai soggetti autistici soprattutto dopo la morte dei genitori".
A conclusione dei lavori sono intervenuti Salvatore Cacciola (presidente delle Fattorie sociali Sicilia) e Giuseppe Giammanco (direttore Asp 3 Catania), i quali hanno, rispettivamente, illustrato le attività della fattoria sociale di San Giorgio a Catania e del neonato "Centro per l'autismo" dell'Asl di Catania inaugurato il 2 aprile scorso a Canalicchio.
Nel corso del convegno, infine, è intervenuto anche il colonnello medico Vincenzo Stroscio, fondatore nel 2005 del Lions Club Catania Faro Biscari, illustrando le attività del club service sulla tematica.